E' partita oramai da qualche anno una nuova ondata di colonialismo sfrenato. Dopo l'ultimo ventennio di crociate di matrice petrolifera, più volte mascherate da missioni umanitarie, oggi paesi fino a pochi anni fa considerati in via di sviluppo, come la Cina, sono già nella fase del capitalismo estremo e, come in un grande Risiko, si sono lanciati nell'acquisto di terreni in quello che invece ancora resta il Terzo Mondo: l'Africa.
Nella corsa alla terra la ruota gira, e infatti è arrivato il turno anche dell'Italia che, pressata dalle agenzie di rating, deve dare risposte chiare al mondo, ai media, ma anche ai suoi contribuenti. E' per questo che con il suo l'ultimo atto, il governo Berlusconi, nel ddl di Stabilità, ha pensato bene di infilare persino un emendamento sui terreni demaniali, dando così il via ai Saldi della Terra.
In Italia c'è una grande quantità di terreni che sono di proprietà dello Stato, o meglio, amministrati da Enti pubblici, che dovrebbero però essere inalienabili, cioè non vendibili, proprio perché pubblici. Quindi, dopo l'acqua, l'Italia decide di privatizzare anche il demanio (insieme dei beni inalienabili dello Stato o di enti pubblici territoriali, destinati a soddisfare bisogni collettivi). Chissà se tra un pò non ci toccherà pagare anche per portare a pisciare il cane!
Dicono che il maxiemendamento salverà l'agricoltura, che garantirà l'accesso alla terra anche a nuovi soggetti. Ma chi credete abbia i soldi per comprare il milione di ettari ca in vendita? Come in una storia già scritta, il prezioso bene comune finirà tutto nelle mani del ricco di turno. Che sia Coldiretti o un qualsiasi privato è indifferente, perché di certo la terra non andrà in mano ai tanti giovani disoccupati o ai migranti appena entrati in Italia.
Ci mobilitiamo?
Ci mobilitiamo?






















